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Cooperazione femminile: meno numeri, più resilienza

Nel 2025 le cooperative guidate da donne raggiungono il massimo storico del decennio, consolidando il loro ruolo nella cura, nell’educazione e nella coesione dei territori.

venerdì 6 marzo 2026

Secondo le ricerche di Fondosviluppo S.p.A., il fondo mutualistico di Confcooperative, le cooperative a guida femminile rappresentano il 25,3% del totale nel 2025. Le 14.824 realtà attive mostrano una maggiore resilienza rispetto al sistema complessivo: le cessazioni non d’ufficio sono diminuite del 27,1% dal 2015, confermando stabilità e radicamento nei bisogni delle comunità.

 

Il settore sociale e sanitario rappresenta il 32,7% delle cooperative femminili ed è quello con la maggiore incidenza: oltre metà delle cooperative del comparto (54,2%) è a guida femminile. Stessa situazione nell’istruzione e formazione (52,8%). Nel Mezzogiorno, dove i servizi pubblici faticano di più, la cooperazione femminile si rafforza: la Sardegna guida con il 34,1% di incidenza, diventando un presidio nei territori più fragili.

 

Le nuove iscrizioni calano a 561 nel 2025, contro quasi 2.000 nel 2015, segnalando difficoltà nel ricambio generazionale. Tuttavia, il confronto con il totale del movimento cooperativo (-73%) ridimensiona l’allarme: la cooperazione femminile attraversa l’“inverno demografico cooperativo” con maggiore tenuta.

 

Per consultare tutte le nostre cooperative associate nelle province di Gorizia, Trieste e Udine: Le Nostre Cooperative 

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