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Mercato del lavoro e cooperazione: Europa, Italia e Friuli Venezia Giulia

Dinamiche occupazionali, qualità del lavoro e trasformazioni del sistema cooperativo: il FVG mostra solidità in un contesto nazionale ed europeo più fragile – dati ISTAT, marzo 2026.

mercoledì 6 maggio 2026

Il mercato del lavoro italiano, secondo i dati ISTAT aggiornati a marzo 2026, si presenta in una fase di apparente stabilità.

Il tasso di occupazione si attesta al 62,4%, rimanendo sostanzialmente invariato, mentre la disoccupazione scende al 5,2%. Tuttavia, a un’analisi più approfondita emergono segnali meno favorevoli: cresce la disoccupazione giovanile, che raggiunge il 18,1%, e aumenta il tasso di inattività nella fascia 15–64 anni, pari al 34,1%. Il calo della disoccupazione non è quindi interamente riconducibile a una maggiore capacità di creare lavoro, ma anche a una riduzione della partecipazione attiva.

 

A questo si aggiunge un tema qualitativo: l’occupazione è spesso frammentata e caratterizzata da contratti instabili, temporanei o a bassa intensità, soprattutto tra i giovani. Rispetto al Nord Europa, dove flessibilità e sicurezza sono più bilanciate grazie a sistemi di welfare più strutturati, l’Italia presenta livelli di precarietà più elevati e, anche nel confronto con economie come la Germania, resta indietro per tasso di occupazione e qualità del lavoro. Sul piano retributivo, gli stipendi reali risultano fermi da anni, con una crescita del potere d’acquisto inferiore alla media europea, riducendo l’attrattività del mercato del lavoro soprattutto per le fasce più giovani e qualificate.

 

Nel confronto territoriale però il Friuli Venezia Giulia si distingue per performance più solide e dinamiche. Tra il 2018 e il 2024, il tasso di occupazione cresce dal 66,2% al 69,8%, mentre la disoccupazione giovanile si riduce drasticamente, passando dal 23,8% all’11,3%. La regione si conferma così tra le più performanti a livello nazionale per capacità di assorbimento del lavoro e tenuta occupazionale.

 

In questo scenario si inserisce il sistema cooperativo di Confcooperative Alpe Adria, che tra il 2007 e il 2024 attraversa un processo di profonda trasformazione. Il numero delle cooperative attive diminuisce (da 451 a 341), così come quelle aderenti (da 572 a 387), ma il sistema nel suo complesso non si indebolisce: si consolida. Aumenta infatti in modo significativo la dimensione media delle cooperative, con il numero di addetti per impresa che passa da 21 a 36, segno di una maggiore strutturazione e capacità organizzativa.

 

Anche sul piano occupazionale il sistema mostra tenuta, con oltre 12.000 addetti complessivi e una crescita del valore della produzione che supera i 700 milioni di euro nelle fasi più recenti. Accanto ai dati economici, emerge un’evoluzione della governance: circa il 30%delle cooperative è guidato da Presidenti donne e cresce, seppur molto gradualmente, la presenza di under 40 nei ruoli di vertice.

 

Nel complesso, il confronto tra Italia, Friuli Venezia Giulia e sistema cooperativo evidenzia tre livelli distinti ma coerenti. Il mercato del lavoro nazionale continua a mostrare fragilità, soprattutto in relazione all’inattività e alle difficoltà dei giovani. Il Friuli Venezia Giulia dimostra una maggiore efficacia nel tradurre la crescita economica in occupazione. Il sistema cooperativo, infine, emerge come fattore di stabilizzazione: meno numeroso ma più solido, capace di sostenere occupazione e coesione economica nei territori.

 

Per consultare le imprese cooperative delle province di Gorizia, Trieste e Udine, nostre Associate: Le Nostre Cooperative

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