Cinquant’anni fa, la sera del 6 maggio 1976, il Friuli visse un evento sismico che segnò profondamente la storia del territorio e dell’intero Paese. Alle 21:00, una violenta scossa di magnitudo 6.5, ribattezzata dalla tradizione locale l’Orcolat, colpì il cuore della regione, propagandosi con forza in tutto il Nord Italia.
Con un'intensità tra il 9 e il10 grado della scala Mercalli, il sisma rimane oggi il quinto più intenso mai registrato in Italia.
Le conseguenze furono drammatiche: quasi mille vittime, oltre 100.000 sfollati e la distruzione di interi centri storici come Gemona, Venzone e Osoppo. Eppure, tra le macerie, emerse immediatamente quel "Modello Friuli" che sarebbe diventato esempio mondiale di efficienza e dignità.
In questo scenario, la reazione del Friuli si distinse per capacità organizzativa, partecipazione e senso di comunità. La ricostruzione prese forma a partire dai territori, con il coinvolgimento diretto delle persone, delle istituzioni locali e delle realtà economiche e sociali. In questo percorso, la cooperazione rappresentò uno strumento concreto per ricostruire non solo edifici, ma anche legami, lavoro e fiducia.
Le scosse successive dell’11 e del 15 settembre 1976 rafforzarono ulteriormente una determinazione collettiva che trasformò il dolore in consapevolezza e resilienza. La collaborazione tra comunità, imprese e corpi intermedi contribuì a definire un modello di ripartenza riconosciuto a livello nazionale.
Confcooperative Alpe Adria si inserisce in questa storia come espressione di un sistema cooperativo radicato nel territorio.
Operando nelle province di Gorizia, Trieste e Udine, accompagna lo sviluppo delle comunità locali attraverso imprese cooperative che generano occupazione, servizi e coesione sociale. I valori della mutualità, della solidarietà e della collaborazione trovano concretezza essendo perni centrali del mondo cooperativo.
Essere cooperatori significa dare continuità a quel "Modello Friuli" nato nel post-terremoto: un approccio fondato su responsabilità condivisa, partecipazione democratica e forte radicamento locale, capace di trasformare le esigenze delle comunità in risposte organizzate e sostenibili nel tempo.
Per chi desidera approfondire o valutare la possibilità di avviare un’impresa cooperativa nelle province di Gorizia, Trieste e Udine, è possibile richiedere una consulenza gratuita.
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