Lunedì 16 marzo, presso la sede di MoVI FVG a San Daniele del Friuli (UD), si è tenuto il focus group territoriale sul processo di riforma del quadro normativo regionale di attuazione del D.Lgs. n. 117/2017 (Codice del Terzo Settore).
L’iniziativa, promossa dal Movimento di Volontariato Italiano, ha visto la partecipazione di volontari, enti del Terzo Settore e imprese, con l’obiettivo di raccogliere contributi alla fase ascendente della normativa. L'incontro fa parte di una ricerca commissionata dalla Regione FVG all'Università degli Studi di Udine per eventuale miglioramento delle leggi a favore del Terzo Settore.
Paolo Tonassi, Direttore di Confcooperative Alpe Adria, ha portato il punto di vista dell’Organizzazione Datoriale, sottolineando il ruolo strategico del rapporto tra imprese e Pubblica Amministrazione (PA) per lo sviluppo economico, sociale e istituzionale del Friuli Venezia Giulia.
Cosa cambiare nel rapporto con la Pubblica Amministrazione?
La burocrazia rimane un ostacolo strutturale. È necessaria una riforma che punti su digitalizzazione, semplificazione e maggiore trasparenza delle procedure. Tavoli di confronto periodici, piattaforme integrate e una formazione più mirata del personale pubblico sono le priorità per rendere le politiche pubbliche davvero rispondenti alle esigenze del tessuto economico e sociale.
Punti di forza e debolezze nelle relazioni con le amministrazioni del FVG
Sul fronte positivo, molte amministrazioni locali mostrano apertura al dialogo e sensibilità verso le esigenze degli enti e delle imprese. Le criticità, tuttavia, restano significative: procedure frammentate, scarso coordinamento tra livelli istituzionali e strumenti digitali ancora poco sviluppati. La mancanza di uniformità genera incertezza e inefficienza, frenando la collaborazione costruttiva.
Perché molte organizzazioni non si iscrivono al RUNTS?
Complessità percepita, timore di controlli più stringenti e scarsa informazione sui benefici concreti sono i principali freni all'iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore. Eppure i vantaggi sono reali: accesso a fondi pubblici e privati, maggiore riconoscibilità istituzionale, agevolazioni fiscali e semplificazione rendicontativa. La sfida è accompagnare le organizzazioni in questo percorso, rendendo chiari e accessibili i benefici.
Quali strumenti per rafforzare gli ETS in Friuli Venezia Giulia?
Confcooperative Alpe Adria individua alcune direttrici concrete: piattaforme digitali integrate (anche in sinergia con CSV FVG), reti di partenariato pubblico-privato, programmi di formazione e capacity building, incentivi fiscali mirati e strumenti di misurazione dell'impatto sociale. Il tutto sostenuto da una semplificazione normativa che riduca gli ostacoli burocratici e favorisca l'innovazione sociale.
Rafforzare il dialogo, innovare digitalmente e semplificare: sono questi, per Confcooperative Alpe Adria, i pilastri di un ecosistema favorevole alla crescita sostenibile delle imprese e degli Enti del Terzo Settore nel territorio regionale.