Un sistema capillare che vale 67 milioni di euro di ricavi, conta quasi 30.000 soci e dà lavoro a 300 addetti in tutta la Regione.
Sono i numeri del settore Consumo e Utenza di Confcooperative Friuli Venezia Giulia, emersi in occasione dell'assemblea regionale svoltasi il 31 marzo 2026 presso la Cooperativa di Consumo di Premariacco, e ribaditi in un'intervista al TG Regionale Friuli Venezia Giulia dal coordinatore appena confermato per acclamazione, Gianni Saccavini. L'intervista è consultabile dal minuto 8:43 al minuto12:38: Edizione del 07/04/2026 - 14:00 - TGR Friuli Venezia Giulia.
Il settore, che in Friuli Venezia Giulia riunisce 40 cooperative tra consumo e utenza (incluse le cooperative idroelettriche), opera in un contesto di territorio a bassa densità demografica che soffre la crisi dei prezzi e dei consumi. "Il mondo delle cooperative deve soddisfare le esigenze di un territorio molto piccolo, che già in questo momento soffre", ha dichiarato Saccavini, aggiungendo che "per fortuna la Regione sta intervenendo dando una grossa mano".
La realtà cooperativa regionale si articola su due fronti distinti ma complementari. Da un lato le cooperative di consumo alimentare, che garantiscono l'approvvigionamento di generi di prima necessità nei borghi rurali e montani; dall'altro le cooperative di utenza, concentrate soprattutto nei comuni della Carnia, e che comprendono anche le cooperative che gestiscono centrali idroelettriche applicando tariffe che possono arrivare al di sotto del 50% rispetto ai prezzi dell'utenza ordinaria.
La sfida del futuro, secondo Saccavini, non risiede nella formula giuridica della cooperativa — che anzi "offre diversi vantaggi, rendendo partecipe la popolazione" — bensì nella capacità di ampliare e diversificare i servizi offerti. Andare oltre la mera fornitura di alimenti, costruire una proposta completa capace di rispondere ai bisogni quotidiani dei residenti: è questo il percorso per rendere le cooperative più attrattive e contrastare il progressivo spopolamento dei territori marginali.
A livello nazionale, come ha ricordato il direttore Antonio Amato durante i lavori assembleari, Confcooperative gestisce oltre un quinto delle vendite nella distribuzione moderna, con una quota che supera il 26% nei minimarket, coprendo 2.000 Comuni italiani. Il presidente nazionale Roberto Savini ha definito questo sistema cruciale per la tenuta sociale ed economica del territorio.
Tra le novità più significative emerse dall'assemblea, il riconoscimento delle cooperative di comunità nel nuovo Codice regionale del Commercio, illustrato dal direttore regionale Massimo Giordano. Il presidente regionale di Confcooperative Daniele Castagnaviz le ha indicate come il futuro dei servizi essenziali nei centri minori, aprendo così la strada a nuovi strumenti di intervento cooperativo sul territorio regionale. Saccavini guiderà il settore affiancato da Sabrina Francescutti (Coop Casarsa) ed Enio Pittino (Secab).