Si conclude il percorso universitario di approfondimento dedicato al sistema cooperativo di Confcooperative Alpe Adria, realizzato nell’ambito del progetto Erasmus della prof.ssa Amalia Rodríguez González dell’Università di Valladolid. La docente ha scelto Confcooperative Alpe Adria come esempio territoriale per lo studio della cooperazione italiana nelle province di Gorizia, Trieste e Udine. Attraverso incontri e visite a realtà appartenenti a diversi settori, il progetto ha permesso di conoscere da vicino il ruolo delle cooperative nello sviluppo economico, sociale e culturale del territorio.
L’ultima giornata del percorso è stata dedicata al comparto della pesca, con la visita a due storiche cooperative attive nelle lagune di Grado e Marano Lagunare.
La prima tappa si è svolta presso la Cooperativa Pescatori di Grado, fondata nel 1930 e da quasi un secolo punto di riferimento per i pescatori della laguna. La cooperativa opera per valorizzare il pescato locale, tutelare il lavoro dei propri soci e promuovere un modello di pesca attento alla sostenibilità e alla salvaguardia dell’ambiente lagunare. Nel corso della visita è stata illustrata l’organizzazione dell’intera filiera ittica, dalla pesca alla vendita diretta. La cooperativa gestisce infatti la Pescheria Zero Miglia, dove il pescato locale viene commercializzato direttamente, e lo ZeroMiglia Osteria di Mare, che propone il pescato del giorno valorizzando la tradizione gastronomica gradese. Un modello capace di unire produzione, commercializzazione, ristorazione e promozione del territorio.
Il percorso è proseguito a Marano Lagunare presso la Cooperativa Pescatori San Vito, storica realtà del comparto ittico locale, impegnata nelle attività di pesca e nella gestione del mercato ittico. Con una produzione media annua di circa quattro milioni di chilogrammi di pescato, la cooperativa rappresenta un importante punto di riferimento per la filiera regionale. La visita ha permesso di approfondire il funzionamento della cooperativa, il ruolo dei soci e l’importanza della gestione condivisa delle attività. Un’organizzazione che consente ai pescatori di affrontare insieme le trasformazioni del settore, favorendo la tutela del lavoro, la valorizzazione delle produzioni e il radicamento dell’attività economica nella comunità locale.
«Questo percorso ha rappresentato un’importante occasione di confronto internazionale e ha permesso di mostrare concretamente il valore del nostro sistema cooperativo», ha dichiarato Paolo Tonassi, Direttore di Confcooperative Alpe Adria. «Le cooperative visitate testimoniano come sia possibile coniugare impresa, sostenibilità, tutela del lavoro e sviluppo del territorio, mantenendo un forte legame con le comunità e con le loro tradizioni».
Nel corso delle tre giornate, le realtà visitate hanno restituito un’immagine concreta e articolata della cooperazione nelle province di Gorizia, Trieste e Udine. Esperienze diverse per settore, dimensioni e storia, ma unite dalla capacità di generare valore economico e sociale, rafforzare il legame con il territorio e rispondere in modo condiviso ai bisogni delle comunità.
Per scoprire tutte le realtà cooperative del territorio: Le Nostre Cooperative.