Chi siamo: Confcooperative Alpe Adria è la principale organizzazione di rappresentanza, tutela e revisione delle imprese cooperative delle province di Udine, Gorizia e Trieste. Essa è l’organo territoriale della Confcooperative (Confederazione delle Cooperative italiane).

Fusione: Siamo un'Associazione di categoria, nata recentemente nel 2022 dalla fusione di tre storiche Associazioni territoriali: l’Unione Provinciale Cooperative di Gorizia, la Federazione delle Cooperative e Mutue di Trieste e l’Associazione Cooperative Friulane di Udine.

I settori di attività: Le imprese cooperative, associate alla rete di Confcooperative Alpe Adria, operano in tutti i settori economici: dall’agroalimentare alla pesca, dalla produzione industriale e artigiana ai servizi, dal sociale al credito, dai servizi sanitari al turismo e alla cultura.

I numeri dell'Associazione di categoria: Confcooperative Alpe Adria associa quasi 400 imprese cooperative ed imprese sociali, che complessivamente generano ricavi per circa 500 milioni di euro e impiegano più di 12.000 addetti. I soci cooperatori sono circa 80.000.

Valori e principi: L’Associazione è un ente a libera adesione e a conduzione democratica e autonoma da movimenti politici. Essa si ispira ai principi della dottrina sociale della Chiesa ed è modello per quanti fondano la propria vita sui principi di un’economia sociale, solidale e partecipata.

 

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Volontariato: una rete di supporto per le 2.700 Associazioni del Fvg

È stato presentato il progetto “Sportelli FVG”, l’iniziativa promossa da Federvol Fvg (Federazione del Volontariato del Friuli VG) e FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) grazie al quale, con la collaborazione di Confcooperative, verranno attivati 4 sportelli regionali (presso le sedi territoriali dell’organizzazione cooperativa) ai quali le realtà del volontariato potranno rivolgersi per ricevere supporto, consulenza e informazioni amministrative e giuridiche, un’esigenza sempre più rilevante a seguito della riforma nazionale del terzo settore. Una rete regionale di supporto al mondo del volontariato che, in Regione, conta 2.700 realtà che riuniscono, si stima, almeno 100.000 volontari.

 

Alla presentazione e alla firma delle convenzioni tra le due organizzazioni del volontariato e i rappresentanti di Confcooperative, svoltasi nel palazzo della Federazione regionale delle Bcc, a Udine, era presente il Vicepresidente della Regione e Assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, i presidenti di Federvol Fvg e FISH Fvg, Edvige Tantin Ackermann e Giampiero Licinio, il presidente di Federsolidarietà Confcooperative Fvg, Luca Fontana e il coordinatore del progetto Pierpaolo Gregori. Presenti, inoltre, la presidente di Confcooperative Alpe Adria, Paola Benini, e il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli che, nel corso di una breve cerimonia, hanno sottoscritto le due convenzioni per l’attuazione del progetto, dando il via all’operatività degli sportelli.

 

«Le piccole associazioni di volontariato, quelle che hanno meno di 40 volontari attivi, hanno espresso la forte esigenza di disporre di servizi di accompagnamento, supporto e consulenza, formazione e informazione per le attività amministrative e tecnico-giuridiche», hanno detto Ackermann e Licinio. «Il sostegno di Confcooperative Fvg valorizza ulteriormente l'iniziativa è porta in dote al progetto riconosciute competenze e professionalità».

 

Il coordinatore Gregori ha spiegato il contenuto del progetto: «Le organizzazioni di volontariato della nostra Regione potranno rivolgersi a ciascuno dei quattro sportelli attivati presso gli uffici territoriali di Confcooperative Alpe Adria (per Trieste, Udine e Gorizia) e Confcooperative Pordenone (nel capoluogo della Destra Tagliamento); inoltre, è già attivo il sito web www.sportellifvg.it».

 

«Il mondo del volontariato e del Terzo settore è formato spesso da piccole realtà che vanno sostenute affinché siano pronte ad affrontare la sfida della riforma del Terzo settore», ha detto Luca Fontana, presidente di Federsolidarietà Confcooperative Fvg (la Federazione delle cooperative sociali del sistema Confcooperative, con oltre 154 associate a livello regionale).

 

«Alla base del progetto 'Sportelli Fvg' – ha affermato il vicepresidente con delega alla Cooperazione sociale e Terzo settore del Fvg, Riccardo Riccardi - c'è la volontà di agevolare il lavoro del volontariato il cui contributo è fondamentale come è emerso anche durante la pandemia: senza il supporto di questo sistema, in primis quello della Protezione Civile, non avremo potuto dare un'assistenza così capillare sul territorio come è stato fatto. L'iniziativa è rivolta in particolare alle associazioni medio piccole per offrire loro strumenti e conoscenze adeguate ad accedere a tutte le opportunità che possono cogliere».

 

In Friuli VG sono attive 1.496 associazioni di promozione sociale (Aps) di cui il 9 per cento opera in ambito sociosanitario, e ulteriori 1.235 organizzazioni di volontariato (Odv) di cui il 31 per cento opera in ambito sociosanitario. Federvol Fvg e FISH sono reti di volontariato cui aderiscono complessivamente 39 sodalizi.

La nascita della cooperazione in Friuli-Venezia Giulia risale al 1880 con la prima latteria a Collina di Forni Avoltri. Nei decenni successivi, in poco tempo, le iniziative cooperative si moltiplicano in tutto il territorio del Friuli, sia per iniziativa di numerosi sacerdoti che per quella di imprenditori liberali: alle latterie sociali si aggiungono le prime casse rurali, forni cooperativi (Remanzacco, 1884), circoli agrari (1885 a Pozzuolo del Friuli), cooperative di lavoro e di consumo. Anche nel territorio giuliano ed isontino, all’epoca ancora parte dell’Austria-Ungheria, sul finire dell’Ottocento si moltiplicano le nuove cooperative. Nell’Isontino è fondamentale per lo sviluppo del cooperativismo l’impegno del cattolicesimo sociale e la figura di don Luigi Faidutti, alla cui azione si deve la nascita di numerose iniziative cooperative: nel 1896 nasce la Cassa rurale di Capriva e nel 1899 la Federazione dei Consorzi agricoli del Friuli. Anche Trieste vive un analogo fervore cooperativistico, con la nascita di numerose cooperative, sia nell’ambiente operaio della città che in quello della comunità slovena (nel 1888 nasce la Cassa rurale di Aurisina) e, nel 1903, nascono le Cooperative Operaie.

Nel 1915 scoppia la Prima guerra mondiale che, tra le tante trasformazioni, produce anche la fine della rappresentanza unica del mondo cooperativo: infatti, il 14 maggio del 1919 viene costituita a Roma la Confederazione Cooperative Italiane per iniziativa delle cooperative di ispirazione cattolica. Di lì a poco, l’avvento del fascismo interromperà l’impetuoso sviluppo del movimento cooperativo, imponendo la chiusura di molte cooperative e iniziando un processo di normalizzazione di tutto il cooperativismo. Il regime provoca lo scioglimento di tutte le Associazioni Cooperative di ispirazione democratica, per costituire l’Ente Nazionale delle Cooperative, requisendo i beni sociali e soffocando l’autonomia dei quadri dirigenti, sino allo sfacelo della Seconda guerra mondiale.

Ma dalle macerie della guerra, il movimento cooperativo rinasce in tutti i territori: il 1° ottobre 1945 risorge a Udine l’Unione delle Cooperative del Friuli, in seguito Associazione Cooperative Friulane. A Trieste, ancora sottoposta al Governo militare alleato, nasce il 27 aprile 1946 la Federazione delle Cooperative e mutue. A Gorizia, l’Unione provinciale delle Cooperative e mutue nasce il 9 luglio 1949.

Nel nuovo ordinamento repubblicano del nostro Paese, la cooperazione viene inserita nella Costituzione: l’articolo 45 «riconosce la funzione sociale della cooperazione avente carattere di mutualità». I decenni successivi sono un periodo di grande sviluppo del movimento cooperativo che concorre alla crescita economica e sociale dei territori, concorrendo alla ripresa dell’economia e alla ricostruzione anche dopo la grave prova del terremoto che colpisce il Friuli nel 1976. E proprio nel nostro territorio, nel 1972, nasce la prima cooperativa sociale al mondo, per iniziativa di Franco Basaglia che, a Trieste, sperimenta la deistituzionalizzazione dei pazienti degli Ospedali psichiatrici.

Un percorso che da allora è continuato, allargando la presenza della cooperazione ad ogni ambito di attività economica, innovandosi e reinventandosi continuamente.

Confcooperative Alpe Adria si occupa di:

  • rappresentare in ambito territoriale presso le varie Istituzioni, gli Uffici Pubblici ed i vari Enti, le cooperative associate, le loro istanze e necessità;
  • creare nuova imprenditorialità, specie fra i giovani, riservando particolare attenzione alla ricerca ed alla valorizzazione di energie per la cooperazione; valutando con propri esperti l’idea imprenditoriale, collaborando allo studio ed alla progettazione dell’impresa cooperativa, supportandone la costituzione e la fase di avvio;
  • far conoscere ad amministratori, enti ed istituzioni il proprio parere sui principali temi di carattere locale ed informare in merito ad iniziative connesse al mondo cooperativo;
  • rappresentare gli enti associati nei confronti delle organizzazioni sindacali e degli istituti previdenziali;
  • svolgere attività di informazione e assistenza su tematiche tecniche generali e settoriali.

Il nostro obiettivo è creare valore per il territorio e per le cooperative che rappresentiamo, promuovendo la crescita del movimento cooperativo e la nascita di nuove imprese, l’occupazione, l’innovazione e la legalità in tutti i campi della vita economica e sociale. A muoverci è la convinzione che solo unendo le forze delle tante imprese cooperative e “facendo squadra” sia possibile lo sviluppo duraturo del sistema imprenditoriale del nostro territorio.

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